[ Il consistente ripieno dei manikomiensi , TUTTO. Cuore ed altre frattaglie compresi. ]

novembre 30, 2002

A che penso a che penso

Dovessi dire a che penso
Mi guardereste come alieni che scoprano la mia, di alienità.
Mi guardereste come musulmani che mi avessero scoperto a mangiar salsicce.
Non vedo perchè dirvi
Quello che penso.
Tranne che lasciare qualche frase
Magari bella a sentirsi
Ma di senso oscuro e rarefatto
Che magari non ora
E neanche domani
Qualche maledizione e qualche beatitudine incompiuta.
Ma ad essere siceri non si guadagna nulla mai
Ne con le donne ne con le mamme
La dissimulazione è un'arte non certo astratta
Dissimulare non è mentire
Non è SOLO mentire
Dissimulare è molto più complicato
Dire senza dire
Ma soprattutto non dire per non dover mentire
Perchè non tutti i pensieri vanno approfonditi
Sotto un pensiero spesso
C'è un intero universo di peccati
Non commessi ma solo pensati.

Stupore

...è un sano dolore, tra gioia e stupore.
ma ancora non colgo il
confine sottile che, gioia e stupore, divide...

l'ho perso. eppure l'avevo, mi stupivo piacevolmente e lo percepivo.
ora al suo posto c'è la gioia, picchi di diluita felicità che arrivano all'improvviso.
quasi immotivati.

gli Spicchi di emozione.
dolci, suadenti... a volte invadenti.
fluiscono spavaldi e prendono il sopravvento.

...si gode...


LIBERO!

--.....o no?--


penso
e non penso
vedo, strippo, e ritiro.

what's happenin here?

woah!

davvero pensi di tenere i fili?
il burattino ribelle si stacca dal padrone.

corre, vede, strippa, e ritira.

ma anche no.

adieu.

All that you touch
All that you see
All that you taste
All you feel.
All that you love
All that you hate
All you distrust
All you save.
All that you give
All that you deal
All that you buy,beg, borrow or steal.
All you create
All you destroy
All that you do
All that you say.
All that you eat
And everyone you meet
All that you slight
And everyone you fight.
All that is now
All that is gone
All that's to comeand everything under the sun is in tunebut the sun is eclipsed by the moon.

"There is no dark side of the moon really. Matter of fact it's all dark."

Pink Floyd - Eclipse

Il mio lato oscuro è sempre presente,
li con me, è la faccia della medaglia che non vorrei mai incontrare.
E' lì come un ombra pronto ad intervenire al posto mio.

Ed io voglio che intervienga.
Desidero che prenda il sopravvento.


Negli incubi più profondi, aprirei quella porta per vedere che c'è dall'altro lato,
ma so che una volta aperta non si richiuderebbe più.

La sanità mentale, non è altro che uno stato di apparenza.

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Non.

Non ce la posso fare...

Come farcela privati di quello sguardo che trascende l'umana bellezza, accostandosi all'immagine stessa del divino?

E' come sapere dove si trova il percorso che porta al Paradiso, cioè alla felicità ultima, e non poterla intraprendere perché qualcosa ti ostruisce il passo.

Non credo di farcela.

La depressione vince un'altra volta.

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2002- November 30 - Saturday's Hot:

Il fiore di loto - parabola a puntate - [seconda]


Il monaco è fermo vicino allo stagno. Fiori dai colori intensi si ergono leggiadri. Il sole risplende su di loro. Sono più forti, sono i più belli, quelli più adatti ad adornare il mondo. Niente getta ombra su di loro. Al contrario, gettano ombra su tutto.
L'ho scampata anche questa volta. Dopo anni e anni di servizio come pony dovevo pensarci. Mille persone mi devono un favore. Prendo il cellulare e riscuoto.
La crisi tachicardica si risolve alle 09:50 con la consegna. Quindi ricapitoliamo: ho sistemato l'INPS, ho sistemato il meccanico, assicurazione ok, bollo aggiornato, multe vaganti nessuna, bollette in regola. Sono perfettamente in specifica. Adesso devo sistemare la mia salute.
Tra circa 16 ore Tommy arriverà da Firenze. Tommy si aspetta di uscire a mangiare con me, di beccare un po' di gente e di finire la serata al solito locale. Non posso deludere Tommy: lo pacco puntualmente da un anno. Domani devo essere splendido e puntuale. Sono cambiate tante cose dall'ultima volta che abbiamo passato un po' di tempo insieme. La scalata del meteorite... adesso quel meteorite me lo mangerei, ci metterei due minuti ad arrivare in cima. Sono allenato, non ho mai avuto così tanto fiato. Mi sento leggero e agile.
Mi sono rasato di nuovo. Senza misura. Penso di averlo fatto proprio perchè voglio stupirlo domani. Faccio qualsiasi cosa pur di stupire la gente. Il problema è che mi riesce bene e alla gente piace. Diventa come una droga credo. Chissà cosa penserà di me domani Tommy, magari mi attaccherà un pezzo sull'anoressia.
Mi rimbalzerà, i risultati sono la ricompensa della fede nel giusto cammino e la prova di una verità assoluta, incontestabile: sono figo.
Eppure a volte è una merda anche essere tossico. Se me lo sintetizzassero il THC io non avrei tutti gli effetti collaterali del fumo. Indipendentemente dai danni del principio attivo, riconosco che i soli residui della combustione provocano danni gravissimi all'apparato respiratorio, a breve e a lungo termine. Ma loro vogliono drogarti con quello che piace a loro. Benzodiazepine, oppiacei e altra merda. Quelli li trovi in pastiglia. A noi il tumore.

Scatarro. In mezzo al miasma biancastro posso chiaramente distinguere isolette marroncine. Si muovono.

Devo rimettermi insieme. Ho meno di 16 ore. Ce la voglio fare. Niente canne, succo d'arancia.


...connection aborted... retry in progress

novembre 29, 2002

.



Punteggiatura

Perchè sei in grado di dire?

Solo cose stupide.



Forse andava di qua.

Forse andava.

Di qua.


.

Untitled

La tigre di cartapesta, pur essendo tigre, rimane di cartapesta.

Ma sappiate che è impossibile ripiegare un foglio di carta più di sette volte?

A volte la carta è più dura del ferro, ma si brucia in un'attimo.

A volte è meglio esser un drago nascosto.

Preparo la benzina, è tempo di correre con le forbici.

You know you're right.

Sorrid.o

mi date fastidio.

non è noia e pessimismo ma
sano
e puro fastidio.


voi con i vostri battibecchi.


con le vostre assurde pretese di capire tutto
e tutti.


voi con le vostre carte di credito.


voi con i vostri macchinoni che sfrecciate per le strade
cittadine investendo bambini innocenti.


non vi sopporto quando picchiate vostro figlio.


non vi reggo quando fate le prediche su quanto avete
lavorato nella vostra vita.


non posso ascoltarvi quando parlate di
calcio
alla domenica.


vi sorrido per non sfondarvi la testa a calci.


sorrido per farvi vedere le mie zanne


sorrido per farvi capire che non sto ascoltando assolutamente
nulla di quello che dite.


sorrido quando vi vedo arrancare dietro a una ragazza facendo
la figura del pedofilo.


sorrido mentre vorrei mangiarvi il fegato.


non ho mai imparato a sorridere.



kappaccio

...incoming direct connection: strafattolandia - c.Bch - sesto piano, a destra ...time: 08:57 GMT+1 ...wheater: Nuvoloso, pioggia a fasi alterne ...temp: 19°C ...listening: Pussy, Money & War - Cage


2002- November 29 - Friday's Hot:

Il fiore di loto - parabola a puntate - [prima]



Il monaco è fermo vicino allo stagno. Osserva i fiori che galleggiano. Oscillano armoniosi. Niente stona nel loro movimento.
Pensavo di aver fatto tutto. Ero stato bravo davvero. Ora sono qui, con un lieve attacco tachicardico. Non dovevo fumare sotto antibiotici.
Sono qui e sto cazzo di certificato me lo sono scordato. Questo vuol dire che devo uscire di casa in questo stato e andare all'INPS a consegnarlo, perchè è l'ultimo giorno.
Pensavo di aver fatto tutto e invece sono nella merda. Quindi fanculo l'orgasmo zen, fracassare la testa a buddha e tutto il resto... riatterrare è una merda.
Non sono riuscito neanche questa volta a vincere la fattanza. Alla fine c'è qualcosa di cui mi sono dimenticato. Alla fine seguo ancora il cattivo cammino. Cosa devo fare per redimermi?

Il tremore al braccio mi sembra qualcosa di serio. E' localizzato, non sembra un problema di pressione. Dev'essere neurologico. Ci siamo.

Cerco di alzarmi.


...connection aborted... retry in progress


Neo

in forma, felice, produttivo, comodo
non bere troppo
nn fumare (assolutamente)
andare regolarmente in palestra (3 volte alla settimana)
andare piu` d'accordo con i tuoi colleghi
rilassarsi
mangiare bene (basta con il microonde e i grassi saturi)
scegliere un'auto sicura (un piccolo che sorride sul sedile posteriore)
dormire bene (senza sonniferi)
nessuna paranoia (senza psicofarmaci)
più amore per gli animali (non mandare i ragni giu` dal lavandino)
rimanere in contatto con i vecchi amici (ogni tanto un'uscita insieme)
controllare spesso il tuo conto (non sforare il fido)
seguire i dogmi cattolici (a messa tutte le domeniche)
ricambiare favori con favori
essere buoni ospiti (l'invitato importante accanto alla padrona di casa)
essere interessato (ma non innamorato)
di sabato al supermercato di periferia
macchina lavata (questo di domenica)
non avere più paura del buio e delle ombre lunghe
niente di ridicolmente adolescenziale e disperato
niente di infantile
un ritmo migliore
piu` lento e piu` calcolato (seguire un corso reiyki)
impossibile fuggire
libero professionista
preoccupato (ma impossibilitato ad agire)
un membro della societa`
ben informato e colto (pragmatico non idealista)
non piangere in pubblico
non ammalarti
un rossetto che tiene 24 ore (nn sbava sulla camicia)
buona memoria
ancora capace di commuoverti per un bel film
baci ancora con la lingua
calmo
in forma, soddisfatto, produttivo
un maiale
ingabbiato
negli antibiotici

Pessimismo e Fastidio.

Permettetemi di dirvi che ho proprio passato una giornata di merda. Mi alzo alle 9 con la sveglia del cellulare; è uno dei suoni più fastidiosi che abbia mai sentito... stridulo, penetrante, ti buca la testa. In teoria dovevo studiare per l'appello di analisi, ma come è mio solito, mi sono facilmente lasciato corrompere dal mio lato esclusivamente e spudoratamente fancazzista: la chitarra e il computer hanno preso presto il sopravvento.
Dopo essermi preparato un piatto di pasta (scotta, visto che l'ho lasciata in acqua mentre leggevo con gusto MaNiCoMio) mi avvio verso l'università. Ed ecco che iniziano i problemi. Sulla strada per arrivare alla metro una zingara con un bambino mi ferma e mi chiede l'elemosina: io le dico con finto garbo e malcelato disagio che non ho soldi spicci (chissà quante volte in una giornata se lo sente dire...); lei mi osserva con uno sguardo a metà tra il disperato e lo schifato e si mette a piangere, lì, davanti a me, sul marciapiede. Per un attimo sono rimasto paralizzato: non sapevo cosa dire e come reagire, poi dò un occhiata all'orologio e le dico "scusa, devo andare".
Ancora scosso predo la metro e arrivo all'università. Stranamente il professore arriva puntuale, facendomi buttare una buona metà della sigaretta del pre - esame (davvero un toccasana per l'ansia). Dopo essermi seduto prendo il foglio e leggo gli esercizi: penso che se in qualche modo potessi rivedere da fuori la faccia che ho fatto riderei per i prossimi 3 giorni. Una piega di sgomento torceva la bocca, il sopracciglio tremolava per la disperazione, mentre con gli occhi scorrevo la lista di esercizi.
Proprio come nei pomeriggi passati a fissare il muro per la totale assenza di volontà, i limiti mi deridevano per la mia palese incapacità di sopraffarli e di fare uscire da loro un fottuto numero che mi avrebbe garantito un voto decente. Dopo un'ora e mezza di elucubrazioni mentali al limite del ridicolo consegno il compito con 7 crocette segnate e 3 lasciate in bianco. Tutto sommato pensavo di essermela cavata, ma purtroppo, come vi ho già detto, questa è stata proprio una giornata di merda: appena mi metto a confrontare i risultati con i miei amici capisco subito di aver fatto davvero uno schifo di compito. Torno a casa e mi sdraio sul letto, con la netta sensazione di essere un fallito. Verso le 18 controllo i risultati (si, il professore li aveva già pubblicati).
Eccovi la lista dei risultati. Il mio nome è Daniele Ciminieri. Quelli che non sono nella lista non hanno superato l'appello. Traete le vostre conclusioni... Insomma, dopo tutta questa giornata di merda mi è tornata in mente la zingara: ora sono convinto che mi abbia in qualche modo maledetto, auspicandomi tutti i mali possibili... vi farò sapere se mi romperò qualche arto in futuro.

.-.-.-.-.-justtryin2thinksomething-.-.-.-.-.

mmh.
gah.
mmmm...........mmmmmbgghaaah......


E' Cosi Triste
L'Autoillusione
Condanna Del Saggio
Vita Dello Stolto
E' Davvero Meglio
Ciò Che Sta Più In Alto?

L'Umiltà
Declassamento
Proviamo A Vivere
Nell'Incoscienza

Come Restituire
L'Antico Splendore
Ad Un Sontuoso
Velo
Ormai Squarciato?

-.-.-.-.- Just Wanna Get Right Outta Here -.-.-.-.-


-.Buona....?....Notte.-

novembre 28, 2002

L'eccezione

Soffro nel
Vederti infrangere
I principi sui quali era
Salda un'esemplare dignità
Condizione inammissibile
La discutibile urgenza per cui
È indispensabile
Uniformarsi alla media

Si dice che ad ogni rinuncia
Corrisponda una contropartita considerevole
Ma l'eccezione alla regola
Insidia la norma
Se è vero
Che ad ogni rinuncia corrisponde
Una contropartita considerevole
Privarsi dell'anima comporterebbe
Una lauta ricompensa

Soffro nel
Vederti compiere
Bizzarre movenze indotte
Da un burattinaio scaltro
Credi sia
Una scelta ammirevole
Fuggire allo sguardo
Severo e vigilie
Della propria coscienza

Si dice che ad ogni rinuncia
Corrisponda una contropartita considerevole
Ma l'eccezione alla regola
Insidia la norma
Se è vero
Che ad ogni rinuncia corrisponde
Una contropartita considerevole
Privarsi dell'anima comporterebbe
Una lauta ricompensa

Se è vero che ogni rinuncia
Corrisponda una contropartita considerevole
Privarsi dell'anima comporterebbe
Una lauta ricompensa

Untitled.

Diavoli. Piacerebbe anche a me. Ogni tanto. Ma la poesia... Beh l'ho sempre mal sopportata. Devo dire che... Si... Vengono delle cose piuttosto piacevoli... Anche di un certo spessore a dir la verità... No, non mi sembra il caso. Sarà per un'altra volta.

Immaginatemi con una vestaglia addosso, ed una tazza di quelle all'americana, cilindri perfetti a parte il manico, tanto per intendersi, con scritto sopra "Harrods food halls". In questo momento sono davvero in queste condizioni. Ogni tanto la prendo dalla pila di CdRw stracarichi di dati sulla quale l'ho appoggiata e me la porto alle labbra. Camomilla senza zucchero. Ugh. Vorrei vedere voi con disturbi intestinali.

Almeno è calda.

ore 6:29

Diavolo.
Mi devo ricordare di cambiare la batteria tampone del computer uno di questi giorni.
Ho formattato tre volte oggi. Quando mi ci metto non ci sono programmi di ripristino PackardBell che reggano.
Ora sembra andare tutto per il verso giusto. Bah.
Non ho neanche voglia di mettermi a giocare.
E dire che di serate così ne passo poche da un po' di tempo a questa parte.
Cosa cerco? Chi sono? Dove vado?
Domani manifestazione.
Almeno.
uhm... Io? Per la pace? Non ci siamo capiti eh? No non sono quello giusto. sisi. vengo a quella contro l'imperialismo.
Aspettami.
Perchè mi prendono sempre per uno di loro?
mi fate schifo mi fate chiaro?
Devo averci la faccia da rivoluzionario io.

La musica dance è quasi piacevole.
Ascoltata da solo, chiuso nella propria stanza, compredendone tutta la demenza intrinseca, ed il messaggio indiretto.
E' quasi rilassante. Distensiva. Poco impegnativa a dire il vero.

Un po' di jazz da camera, grazie.

L'epico tradizionale.

L'’epico tradizionale senza riscontro
Fuori dal suo barattolo
Quel che ne pensano i contemporanei
Non è dato sapere
Nè la data di scadenza

Epiche del caso
Epiche del morto
Epiche del semplice
Controcanto,
Si articolano in sillabe lunghe e corte
Piccole crasi che non portano alcuna crisi

Uscire entrare dall’ade
Senza respirare
Scordare le scarpe sul lato sbagliato dello Stige
Con quello che allora costavano

Raccogliere scudi dopo la pugna
E scambiarli con porpora porpora porpora
Mi ci tingo le vesti
Le dita
La punta del naso

Porpora porpora
La mia tunica ne lascia traccia sulla panche
Ed arricchisco I miei ospiti
Sempre di un poco
In cambio di zuppa calda
E di orecchie per le mie gesta.

Allora l'ometto.

Si affaccia sulla foresta ma non vede più nulla. Troppo alto sul tetto delle foglie e dei rami che si intrecciano ed ombrano il suolo in ogni suo cm.
Troppo alto persino per sentire i rumori che potrebbero offrirgli indizio delle attività animali che corrono all'altezza del sottobosco.
Il vento passa tra i fusti producendo un sibilo basso e profondo che si porta via tutti i cinguettii e tutti i barriti grugniti latrati e ululare alla luna di notte.


La regola dei 5 anni.

Mi sono dato una nuova regola, che se per 5 anni faccio una cosa, o la faccio per sempre oppure ci dò un taglio.
Elenco di cosa che continuerò a fare

-respirare, mangiare, bere, fare sesso.
-studiare, leggere, tenermi informato pacioccare col computer
-tante altre cose

Cose che sto cercando di smettere

-fumare
-scopare una sola ragazza per volta.

Ora, se il primo punto della lista delle cose da smettere è difficile, infatti sono al 4 giorno in cui mi fumo 1 e dico UNA SOLA FOTTUTA SIGARETTA e sono già in crisi mistica, con la liquerizia che grazie alle sue fibre mi tiene attaccato alla tazza del cesso da giorni, impedendomi di accendere una bionda perchè rischio di saltare in aria, la seconda cosa mi pare ancora più difficile.
E intanto la mia vicina di casa ancora non l'ho reincontrata....
Ah... l'amour...



Comunque avviso per chi legge.. se siete due sorelle gemelle svedesi di 18 anni formose e interessate, mandami una mail, giuro che dopo una notte con voi fumerò l'ultima sigaretta!!!
In alternativa va bene anche se avete amiche con cui organizzare, età compresa tra i 18 e i 26. Mandare prima una foto.

La natura trova sempre una strada.

Il mio giardino è praticamente l'unica macchia di verde alla periferia della massa grigia che è la mia città. Non ho mai visto molti animali selvatici, e solo in aperta campagna: una lepre, un gufo...
Pensavi fosse impossibile che a casa mia venisse un animale del genere, ma ieri sera ho dovuto ricredermi.
Ieri sera ho trovato un riccio che mangiava dalla ciotola dei miei gatti.
Gli ho scattato un paio di foto, l'ho seguito: la sua tana è proprio sotto la mia siepe, al confine tra il verde e il grigio.
All'inizio non potevo crederci, ma quando ho visto i miei gatti che lo trattavano con indifferenza, come se lo conoscessero bene, mi sono ricreduto.
E' per questo che mi trovo ora a dire: la natura trova sempre una strada.

Ritratto di un artista.

E’ mattino. Chi cazzo sono?
Mi metto a sedere e sposto leggermente le coperte, mentre il cervello fa boot, attraverso due fessure scruto il freddo al di là della finestra: è escluso che oggi vada a lavorare. Quindi focalizzo a 360° il porcile: la mia stanza. Scatole di cartone, un cestino, la custodia rigida (vuota) di una chitarra elettrica, il lancia ragnatele giocattolo di spiderman, fogli, cicche di sigarette, ai piedi o sotto il mio letto. Bicchieri, cd, dvd, fogli, libri, effetti per chitarra, candele, porta incenso, tutti immobili da mesi, lì, sulla mia scrivania. Sigarette spezzate, rimasugli di erba e di fumo, accendini, pacchetti vuoti di sigarette, sul computer. Una coppa bianca lasciata a metà con cucchiaino, 13 cd impilati, cocca per le miste, un piatto colmo di briciole, libri, la parrucca di micky, la mia sveglia, un mixer, sul piano. Traformatori, il Signore degli Anelli, il cellulare, un’armonica, Il Profeta di Gibran, vecchi occhiali da sole sull’amplificatore. Due chitarre elettriche, una chitarra classica, una chitarra acustica fuori dalle rispettive custodie, Spartiti in bianco, la scatola di un multieffetto, sacchetti di plastica, sciarpa, maglione, due paia di jeans, una camicia ed una felpa. Immobli. Sul divano. Una sveglia, candele, posacenere, una bottiglia di amaro sardo (vuota), viti, il battipenna di una chitarra, la statuetta di Gandalf sul mio comodino. Una spada, un berretto, la scatola di un accordatore, Focus, uno speciale di spiderman, fogli non bene identificati sopra la cassa da 250W. Scarpe, calze, bottiglie d’acqua vuote (4), pedaline per chitarra, pesi, fili, cavi di rete, cavi della chitarra, carta, grucce, accendini sul pavimento. Fortuna che il buon senso mi ricorda: “sei un’artista”. Ok, allora non mi serve mettere a posto. Mi trastullo nelle mutande mentre passando la lingua sul palato cerco di capire chi mi ha riempito la bocca di uova acqua e farina. Sono un preparato per torte. Va beh, che faccio, - “Prendo un po’ di novalgina?” – penso - e intanto mi accendo la canna lasciata nel cocco la notte prima. Aaah (apprezzamento). Mi alzo, mi gratto il culo, accendo il pc e vado in bagno. Che uomo di merda. Anzi, che artista.

Gibson?

Everbody works with computer.
Everthing easy altough past years. So we must care our works. Everbody
want to do something. We will share our information with friendly. Belive
me! I will share all i have and learn.

Frutto.

Questo Writakomio è un buon frutto ne sono contento :D

Tra le righe di ogni persona leggo
non solo ciò che vogliono dire, ma anche ciò che sono le persone.
Nelle intenzioni, nei modi. nei pensieri, nelle paure.

Questo writakomio, mi sembra un buon biglietto speso bene
che ha come destinazione la città dell'umano pensiero.

Un pensiero con mille volti, mille sfacettature, ma mille anime diverse e tutte in opposizone con le altre.

Un diamante è meno affascinante.

.:Writakomio:.

...a dimostrazione del fatto che il computer di per se non è ne buono ne cattivo, è l'uso che se ne fa a renderlo tale. I siti porno o razzisti che affollano il web sono la prova che, alla fine, è sempre chi è seduto alla tastiera a fare la differenza tra squallore e profondità. Si può sempre scegliere un modo intelligente e personale di usare questo strumento di comunicazione. Questo perchè il mondo, e internet che del mondo è uno dei tanti specchi, non è popolato solo da erotomani, razzisti e frustrati, ma c'è posto per tutti. Il difficile resta fare le scelte giuste, ma tutto quello che vale è sempre difficile da trovare.

mgAH. --> +Al PianoFortE+

uhm.

..


stanco
di una situazione
da cui vorrei scappare via
unica boa
la musica scura
amplificatore di emozioni
non basta
sui tasti viaggiano
le mie dita
cercano l'anima del fuoco
inutilmente suono
solo note
di ghiaccio.

Cuffie, e su la musica. Sono sempre loro, so di essere banale, ma da 15 anni a questa parte nessuno ha mai suonato per me come Mark Knopfler e soci. Credo che continueranno a farlo ancora per molto tempo.

Stasera mi stuzzicano le

PERCEZIONI



è di loro che voglio scrivere, in questo sfacciato invito al voyeurismo che tutti stiamo incoraggiando, diffondendo.

Dopo 12 ore di fila a guardare nel tunnel catodico del monitor, quasi a voler rifarmi dello stupro a cui mi costringe la TV, senza che io possa risponderLe... dopo 12 ore, dicevo, le percezioni si annullano. Sono costretto a riappropiarmi del mio essere biologico, a separarlo dalla mia stucchevole controparte cibernetica e riportarlo faticosamente in vita. Non andrò a letto per sognare tag html, ridatemi le pecore, almeno quelle elettroniche. Clarke le garantiva ai suoi androidi, cristo.

Fammi aprire la finestra... già meglio, l'aria fresca serve.

Dunque.

8 anni fà, pressappoco in questo periodo, pressappoco a quest'ora, mi rigiravo nella branda stracciata di un rifugio di montagna sulle Dolomiti. Avevo la febbre, tutto veniva amplificato dalla temperatura: interna alta, esterna zero+.

Percepivo, eccome.

I miei 19 anni, innanzitutto, la fortuna di trovarmi con un carissimo amico lontano dal mondo, in un posto molto simile alle favole che leggevo da bambino.

La fragilità di un ragazzetto messo fuori uso da una banale febbre, mentre fuori si ergevano montagne così antiche da non poterci pensare e soffiava il vento che le aveva scolpite.

L'indifferenza beata delle mucche che la mattina mi avrebbero sottratto all'elemosina di Morfeo e dopo poco mi avrebbero guardato pisciar fuori la mia febbre, quasi per miracolo.

Percepivo tutto, tutto era nuovo e importante, anche bagnarsi i piedi nel laghetto vicino e rischiare il congelamento...
Il nostro campo base era a Moena, nel locale dello zio del mio amico, un pub aperto fino a notte.
Non dormivi mai, nemmeno volendolo, ma ti mangiavi penne all'indiana alle 4 di mattina scherzando col cuoco e guardavi il fuoco riflettersi sulla scollatura sudata della cameriera.
Non ricordo se fosse davvero bella, le mie percezioni avevano comunque deciso di assecondare l'urlo di miei ormoni. E in montagna c'è un grande eco, si sà.

Percepii che c'è qualcosa di gravemente sbilanciato in questo mondo durante un trasferimento in pullman...
una ragazza dolcissima, down, andava chiedendo a tutti i viaggiatori maschi se la volevano sposare.
Era dolorosissimo vederla delusa di fronte ai loro balbettati imbarazzi, fu dolore allo stato puro aggiungere il mio balbettio a quello degli altri.
Fu forse la prima volta in cui mi resi conto (percepii) che il cuore mi andava troppo stretto; sarebbero bastate due parole sorridenti, gentili, magari una piccola bugìa.

È tutto passato, ora, ma nulla è dimenticato.
Vorrei, oh se vorrei, tornare indietro e rivivermi, rimediando agli errori fatti, dicendo le parole non dette.
Non posso.
O forse sì.

Ho un sogno che quasi mi spaventa.
Credo che si possa ri-vivere tramite i figli...
Guardarlo o guardarla crescere, entrare nei suoi occhi e percepire una nuova vita che si sviluppa, essere un differente me stesso ed allo stesso tempo sentire il suo unico Io.

Amare, amarmi, essere amato.

Blogging Blob and Blowing in the wind (Part - 2)

"Eppur si muove."

Questa affermazione di un grande dei nostri tempi, in questi istanti, mi folgora la mente.

Nonostante quello che si pensa, e che si riesca a dimostrare, esisterà un intero mondo di convezioni
che con le sue regole sarà capace di darti del pazzo ed isolarti nella tua incomprensione.

...ma eppur si muove.

Eppure quella fiamma di "verità" arde dentro di te.
Brucia sulla tua pelle come una cicatrice, un tatuaggio marchiata a fuoco.
E nonostante quella verità, quella visione non è vera agli occhi del mondo
rimane dentro di te come un seme che cresce e che sboccia rilasciando frutti.

Frutti, che rilasciano semi, ed altri frutti ed altri semi ancora.

Piantate i vostri frutti, i vostri pensieri, prima o poi qualcuno,
da quella porta,
da quella via,
da quella città,
da quella vità passerà.

Passerà e raccoglierà il vostro frutto, ed un nuovo seme
con impresso nel codice genetico "eppur si muove" darà vità ad altri frutti magnifici ed esotici.

Eppur si muove, da qualche parte, nelle pieghe dell'anima, il mio seme che cresce.

END PART TWO.
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Untitled



Soundtrack: Norah Jones "Feelin' in the same way"
Location: My room on Jenna Centauri
Feel: fine


E' un dato di fatto che la laringite sta passando...ho spalancato la finestra, che tanto non fa freddo, e acceso la prima sigaretta dopo giorni.
Una stronza d'una mosca ha già cercato riparo alla luce del monitor e nel tepore della mia stanza, ma nn sa che stare nel mio raggio d'azione significa avere le ore contate...forse i minuti...dipende da quanto tempo ci metterà a darmi noia sul serio.
Mi viene in mente una storiella buddista: "Il saggio si reca alla fonte per bere. Nell'acqua limpida c'è un insetto. Tre sono le cose che può fare. Può uccidere il fastidioso insetto e dissetarsi. Può ignorare l'insetto e dissetarsi. Può togliere l'insetto dall'acqua aiutandolo a sopravvivere e dissetarsi".
Ovviamente il saggio compie la terza scelta. A volte l'ho fatto anch'io. A volte ho ignorato. Dipende da quanto il mio bisogno esclude quello dell'altro.
Ma stasera l'ammazzo.
Zitti tutti...pare che se ne sia andata.
Forse ha capito quanto mi sarebbe costato.
Forse sapeva che non l'avrei fatto.

novembre 27, 2002

Serata chiarificatrice

A volte non c'è niente di meglio che una serata con il meglio amico per chiarirsi le idee. Cose che magari pensavi ma reputavi poco importanti, ti rimangono in mente chiarendoti tutto.
Gran cosa l'amicizia.

basta puttanate, torno a bucare.

Epigrafe per un libro condannato

Lettore tranquillo e bucolico,
ingenuo, sobrio e per benino,
getta questo libro saturnino,
orgiastico e malinconico.

Se non hai fatto i tuoi studi di retorica
da Satana, decano astuto,
gettalo! non ci capiresti nulla
o mi crederesti un nevrotico.

Ma se, senza restarne affascinato,
negli abissi il tuo occhio sa calarsi,
leggimi, per imparare ad amarmi;

anima curiosa e tormentata
che cerchi il tuo paradiso diletto,
compiangimi!... O, sii maledetto!!


Il gatto



Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.

Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,

vedo la mai donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.



Ho ritrovato i fiori del male di Baudelaire nel caso non aveste riconosciuto le poesie.
La prima è una dedica a questo posto e al caro vecchio manicmio, nessuna descrizione potrebbe rendere meglio di questa.
La seconda invece la dedico a tutte le donne che ho amato, che amo e che amerò.
Per voi altri niente per adesso, ma ho ancora un libro di Rimbaud con tutte le sue poesie..... peccato che la ragazza che me lo regalò quella stessa sera mi diede una buca clamorosa, lasciandomi solo ad ubriacarmi come un disperato, ma forse voleva solo rendermi più vicino a quei poeti.......

Temo ci sia qualcosa che non funziona...

Uh. Argh. Che mondo dimmerda. Oggi davvero più di ogni altro. Ho dolori intercostali sotto lo sterno e al collo. Quando respiro mi sembra di essere trafitto da un migliaio di spilli. Dire che mi sento male è fin troppo ottimista. Omiodio. Che roba. In teoria ora potei aver finito gli argomenti di cui scrivere. Ma far perdere tempo e banda a voi per due miseri righi mi sembrava stupido.

A volte viene da chiedersi perchè. Cos'è che ci fa vivere infelici, cos'è che ci rende scontenti? C'è un motivo valido? Un qualcosa che scatena tutta questa malinconia, che ci spinge a stordirsi, a vivere vivere vivere per evitare di mettersi a confronto con la squallida realtà quotidiana. Il nostro essere drogati di immagini, suoni, individui che come noi si lasciano andare.

La testa mi fa male. Sarà anche colpa del cortisone.

In discoteca? Stasera?
Vedete di andare a fare in culo TUM TUM TUM PUM BAM UNZ UNZ
Preferisco il rassicurante e monotono zzzzzzz del dissipatore da 9.8
Beh? Lo so che è triste. Lo so benissimo. Son io che solo contro il mondo mi dissocio. Mi allontano e mi nascondo.
Superiorità? Triste consapevolezza. Solitudine. Solitudine vera. Non la solitudine che provi quando immerso da luci e rumore e persone e confusione ti accorgi di essere maledettamente solo davanti all'infamia, maledettamente indifeso, maledettamente stupido. Ma quella che senti, come una presenza solida quando la sera davanti al monitor ti chiedi cosa è che non va. Dolore dolore e dolore. Consapevolezza e dolore. La vista ti si annebbia davanti a questo scempio. Ogni movimento ti strappa un urlo pietoso.

Ho finito.

Confessioni di uno studente svogliato

È tutto il pomeriggio che ci provo. Giuro, ho cercato di mettermici d'impegno. Mi sono praticamente isolato in camera, porta chiusa, massimo silenzio: solo io, un foglio, una penna e una lista di esercizi. Niente. E' deprimente, eppure è così; non so perchè... forse mi perdo troppo nei meandri della mia mente, forse da piccolo ho battuto la testa su un libro di analisi, fatto sta che non ci riesco. Le distrazioni sono nulle, ma nonostante questo continuo a viaggiare, a esplorare i miei sogni con un atto di ribellione nei confronti di tutto ciò che mi circonda.
La mia immaginazione si circonda di colori sfavillanti, di contorni indefiniti che cambiano e in continua trasformazione si prolungano su di me. Mi ritrovo in un vortice di emozioni, sbattuto qua e là dai pensieri che non riesco a domare. Tutto si intreccia in un marasma indefinito fatto di tanti piccoli momenti trasformati dalla mia coscienza in catene che mi tengono legato in questo mondo fantastico; poi un cigolio, un movimento, una voce:"Daniè, dov'è il telefono?". Il vortice collassa su se stesso, i colori sbiadiscono e gli occhi tornano vigili e attenti sulla mia camera. "Boh, qui non c'è". La porta si richiude e io mi guardo attorno.
Il foglio davanti è ancora bianco, e le funzioni e i limiti scritti sul libro mi osservano dall'alto della loro freddezza rigorosamente scientifica, deridendomi per la mia facilità nel perdermi in me stesso. Mi faccio forza e prendo la penna.
Maledetta matematica.

COME ANGELI PERVERSI
ESPLODONO NELLA MENTE
VISI DI MIELE PERDUTI
SQUALLIDE FARFALLE
USCITE DA UN BOZZOLO
BAGNATO A LACRIME

NOIA

“Fratelli, avete piantato tanti di quei paletti per difendervi dall’urto della vita che adesso neanche riuscite a muovervi e quei paletti sono diventati delle sbarre”

Jack Folla



Noia. Noia. Tempo che passa. Pecore che saltano. Nuvole che giocano. Passi che non echeggiano. Voci che non squillano. Occhi che non guardano. Sangue che non scorre. Da quanto tempo tutto gira così? Come è cominciato? E perchè non si ferma?

Non posso rispondere. Non so se voglio rispondere.
Ma proverò a farlo.
E' chiaro, palese, lampante.
La colpa è tutta mia.
La volpe disprezzò l'uva, la volpe si sbagliò.
Inutile.
Inutile e controproducente. Prendere un cachet per far passare i dolori della fame. Stessa cosa.
La noia? Ed eccomi anti-conformista. Non riesco a sentirmi a mio agio nella società? Ma io disprezzo la società, non è così? Non riesco ad avere l'amore? Ma è chiaro, le donne sono tutte stronze/troie/esseriinferiori, ecco spiegato il problema.
Nessuno mi capisce, nessuno sta a sentirmi? Branco di idioti!

L'idiota sono io.
Io, che non riesco a vedere aldilà del mio naso. Io, che spaccio per orgogliosa ed ostinata superiorità il mio disagio e la mia solitudine.
Inizia per autodifesa, per gioco.
Finisco col crederci, e nutro questo mostro carceriere ogni giorno con un pezzo della mia anima. Sempre più freddo. Sempre più cinico. Pessimista. Incazzato. Solo. Triste. E per questo più freddo, cinico, pessimista, incazzato. E via così.
Prigioniero delle mie difese. La corazza protegge, ma pesa.
Da principio, pare una buona soluzione. Mi creo questo personaggio, questo Roleplay, e noto qualche sostanziale miglioramento. Ora la gente fa "gruppetto" attorno a me, mi sta a sentire, asseconda le mie idee.
Vengo invitato alle feste, il mio parere viene chiesto sempre più spesso.
Sono soddisfatto, direi. Felice, quasi. Tutti mi cercano, tutti mi vogliono.
La mia anima si è accesa, finalmente. Peccato solo che questa mia nuova "interpretazione" non sia altro che benzina gettata sulla mia anima, ed è quella a bruciare. Solo dopo qualche tempo si spegne, e scopro le ustioni.
Già... come mai, se ora sto così bene, ho sempre quel misterioso tarlo in testa, quella pulce nell'orecchio, quell'inquietudine? Perchè, se sono soddisfatto, mi sento così stanco? Tutti mi cercano, ma perchè cazzo continuo a sentirmi così maledettamente solo???

La verità è davanti ai miei occhi, ma io non la guardo.
Non guardo quei sorrisetti strani che i miei amici si scambiano tra una mia stronzata e l'altra. E come mai nessuno ricorda mai la data del mio compleanno? Se parlo di me, di un mio problema, nessuno sta a sentire, al più finge.
Come mai?
Chiaro. Difficile che qualcuno presti attenzione ai problemi ed alle domande di uno sconosciuto.
Sconosciuto io? Con tutti gli amici che ho?
Cazzo... temo che sia vero... nessuno mi conosce!!!
Conoscono solo il mio cazzo di ruolo!!
Quel simpatico ruolo di "cattivo", quell'improbabile opinionista, quel buffone che per un po' ha animato e divertito le loro corti.
Per un po'.
Poi ha stufato, un po' come ogni tormentone, un po' come "E alura?" di Ermes Rubagotti (se lo ricorda qualcuno?).
E rieccomi solo.
Che cosa devo fare? Il fuoco si è spento, ora sento male, le ustioni buttano fuori il pus, io sono più stronzo di prima.
E se la piantassi di aver paura di me stesso? Di pensare di non essere adatto alla società (perchè è questo che penso, altro che "la società è una merda", dai, siamo onesti!)?
Basta coprire la mia natura, sono stufo. fatemi posto, ora esco, sto arrivando. Col mio vero io, senza personaggi inventati. Con la consapevolezza che la responsabilità del mio malcelato disagio è solo mia, non della società, delle donne, della famiglia, della sinistra, destra, nazisti e comunisti, bianchi, neri, rossi gialli o blu. La colpa è mia.
Basta con il combustibile.
E' ora di dar fuoco alla mia anima.

Lord Phobos

P.s.

Guarda che io parlavo di te, amico... pensaci su.

MA CHE...?

Jack si guardò attorno…tutto sembrava diverso, ora. Che cosa era mai successo? E quando? Decise di cercare più tardi le risposte: non era mai stato uno che pensava troppo. Si alzò dal pavimento pieno di cenere e sporcizia, e cercò le sigarette nella sua tasca…sigarette? Ma io non fumo!, pensò…

Non c’erano finestre, solo una piccola apertura nel soffitto da cui filtrava una luce pallida, spettrale, come di una notte calda e umida di campagna…fece per uscire, ma non vide la porta! Diavolo, che fine ha fatto la porta? Solo quella squallida apertura, neppure sapeva se ci sarebbe passato…e allora come era potuto entrare? Prese la sedia (ma era sempre stata lì?), la mise sulla verticale della botola e vi saltò sopra, cercando con foga di aggrappare i bordi di quell’anonimo buco nel soffitto grigio; i bordi erano scivolosi e taglienti, e ruzzolò in terra diverse volte prima di riuscire non si sa come a guadagnare l’uscita.

Sporse fuori la testa solo per scoprire che si trovava alla sommità di qualcosa, un edificio, una torre, visto che non era più larga della sua stanzetta. Con grandi sforzi arrivò ad uscire del tutto, stracciandosi lo smoking verde in tanti brandelli…una volta fuori, si fece coraggio e guardò oltre i netti e lisci bordi della costruzione…altissimo, non si vedono i bordi, nero, svengo

IL KILLER




Il respiro era stabile e sicuro, era il respiro di un uomo duro e freddo, inattaccabile dalle emozioni. Chissà da quanto tempo era abituato a mantenere quella lucidità, quel cinico distacco, mentre uccideva chi gli veniva commissionato. Le sue mani erano abili, rapide, spietate: non aveva bisogno di sofisticate macchine di morte, era lui la più formidabile macchina di morte, che si abbatteva brutale dalle sue mani mentre vibravano potenti e precisi colpi nei punti vitali delle sue vittime.

C’erano delle volte, tuttavia, nelle quali si lasciava andare ad una sorta di autocompiacimento perverso in quello che faceva, quelle volte in cui nei suoi occhi brillava la rossa gioia del sangue; un perfido e furioso piacere macabro, che non di rado lo imbarazzava…

Magari era il suo modo di sfogarsi di una vita di fughe e rinunce, pensava. Sì, doveva essere così, assassinare a destra e a manca, provare il brivido del killer, spezzare vite giovani e adulte lo faceva stare bene, eliminava quel suo senso di colpa dello sconfitto: in quel mestiere era il migliore, lui lo sapeva, i suoi capi lo sapevano…
Solo lei non voleva capire. Non aveva mai capito nulla, quella troia!

Troia, già… Ma non era stata l’ unica a saperlo aprire, a commuoversi per il suo passato, a portare un po’ di sole nella sua ombrosa stanzetta subaffittata sopra il mercato? Che adorabile bambola, che sorriso, che oc…THUMPF!!

Basta!! Basta torturarsi, si disse, è finita, non mi resta che il mio dovere, per migliaia di americani che vivono e mangiano grazie a me, anche se non lo sanno! Ma non m’importa! Non mi servono medaglie e onori, mi basta sapere che chi uccido non muore invano… era nel suo destino incontrare me, punto e basta! E poi, c’è il mio stipendio, no? Ah, ah, ah, sorrise amaramente, il lavoro sporco lo lasciano sempre al vecchio Gus! Dannati pallemosce!

Gus si pulì dal sangue nello strofinaccio, ripose la mannaia, si sciacquò la faccia.
Dopo un bel sorso di whisky, finalmente chiuse la macelleria e se ne andò a casa.

Sono a stato a casa 1 giorno e mezzo dal lavoro.... neppure 2 ore e mezza e già ne ho i coglioni pieni.
Perché uno nasce e sa che un sacco del suo tempo lo deve passare a lavorare? Ma che schifo.
Scazzo generale.

Inferno

Erano 5 anni che non rileggevo l'inferno. quello che all'epoca mi era parso ne più ne meno la versione elegiaca di Spawn si sta rivelando ai miei occhi come una delle più grandi e macerate confessioni di umanità che abbia mai letto.

La consapevolezza di un uomo di non poter non amare e di non poter non peccare si dipana di frotne ai miei occhi ad ogni terzina che leggo.

Demoni fiamme forchettoni e mostri nn sono altro che comparse di una visione/confessione così profonda da lascire scosso chiunque.

Dante, ti voglio bene.

Sei Perseo? Trentaseo...

La vita raminga continua, nonostante tutto.
Riassumiamo brevemente:
La mia vicina di cosa non l'ho mai più vista
La mia ragazza stressa che è un piacere
Le sigarette giornaliere sono state diminuite del 90% minimo, ovvero da mezzo pacchetto quando andava bene a 1 al giorno. Forse oggi anche due.

Ma vi chiederete il titolo che cazzo c'entra.
Che ho preso 36 agli esami, equamente suddivisi in due 18. Mesi fa avrei festeggiato, ma mesi fa nn studiavo davvero un cazzo. Questi due esami invece li ho preparati, magari non benissimo ma ho studiato. E sono un pò deluso, certo speravo meglio. Un'altra tacca su un libretto vuoto, ma chissenefrega, sono ben altri i problemi della vita.
Inoltre in questo modo fingendomi deluso col cazzo che offro da bere!!!!

Scusate adesso, ma la liquerizia che succhio al posto delle sigarette ha il 40% di fibre alimentari che come sapete fanno scappar....................................

Connessione a 5 terabit al secondo

Stamattina durante l'ora di telecomuncazioni il prof si è messo a spiegare alcune caratteristiche delle connessioni, quindi isdn, adsl, T1, T2 eccetera. Io e il mio compagno di banco abbiamo pensato: perche limitare le connessioni "casalinghe" alla T1 attualmente esistente? Non c'è un motivo specifico, per questo dalle nostre menti geniali è nata la T69. Ecco le specifiche:
Questa linea è la cosidetta linea 5 terabit/sec. Permette un download fino a 625gigabyte/sec. Nascono alcuni problemi: l'attuale velocita' di scrittura degli hard disk non permette di raggiungere questo dato, quindi in caso di download a banda piena si verificherebbero problemi (esplosioni). Per questo abbiamo pensato di dotare il pc di un terabyte di Ram. I dati scaricati vengono messi subito in ram. in caso di download a banda piena pero' la ram si riempie in 1.6 secondi netti. E' assolutamente necessario quindi dotare il pc di opportuni masterizzatori dvd. La capacita' dei dvd deve aggirarsi sui 17gigabyte per ridurre il numero di dispositivi (che comunque si aggira sul centinaio).La velocita' di scrittura deve essere abbastanza elevata, a occhio abbiamo stimato circa 3200X per permettere di svuotare la ram in tempo utile, cioè prima dell'arrivo di nuovi dati (quindi, con buona approsimazione, in 1.55 secondi).Per limitare il numero di masterizzatori, questi devono essere dotati di un sistema di inserimento in automatico dei dvd.In 0.775 secondi il dvd deve uscire, un dvd nuovo deve essere inserito e pronto per essere scritto.Il buffer del masterizzatore si aggira sui 6.5 gigabyte. Utilizzando masterizzatori di spessore di circa 5 cm, si avrebbe un tower di circa 5/6 metri di altezza. Serve quindi una camera apposta per contenere i masterizzatori, per esempio una cantina. Occhio a tenerla asciutta pero'. L'umidita' potrebbe rallentare le prestazioni.
Con questo sistema è possibile scaricare migliaia di film al secondo, e averli all'instante su dvd. Oppure centinaia dvd al secondo, come volete voi. A patto di trovare qualche utente che disponga della stessa connessione.

Nasce un altro problema. La distribuzione della linea. A occhio avremmo cavi di 5 metri di diametro. La centrale quindi dev'essere delle dimensioni di un castello. Penso che sia fattibile, dopo tutto potete scaricare a 625 gb/sec...
Maggiori dettagli sulla distribuzione della linea verranno forniti dopo la prossima lezione di Telecomunicazioni. Saluti.

...

Non sò se ridere o piangere alcune volte.
Sò solamente che la sensazione padrona di me in quell'esatto istante mi raggela e mi riscalda, mi divide.
La forza dei suoi movimenti, la percepisco. E mi logora. Ma mi tiene sveglio, ed al tempo stesso mi offre una costante compagnia.
Oggi dovrei essere felice, molto felice. Sono molti i motivi che mi obbligherebbero ad esserlo.
Ma lo sono solo apparentemente, per soddisfare il ricordo di un momento importante; per essere sicuro di non averne perso ancora un altro.
Ma sorrido d'abitudine.
Non rimane che pensare alla musica, l'unico vero luogo dove riesci a percepire la forma della tua anima, dandogli significato.
Spezzare il filo invisibile della noia prodotta dalla vita di tutti i giorni; perdersi in una strada buia e silenziosa, ma non avere paura.
Essere aria e pulire, e rinfrescare la strada che percorrerai, i luoghi che ti ospiteranno.
E' questo il regalo che ho scelto per me oggi.
Una canzone.

La noia

Professori in gita scolastica. Due giorni senza fare niente. All'inizio sembrava un paradiso, adesso invece è un inferno.
Noia.
Noia.
Questa sensazione che ti scende dentro, che ti fa sbadigliare anche se a colazione hai bevuto cinque caffè.
Noia.
Questa compagna invisibile, sempre in agguato, qualsiasi cosa tu faccia.
Noia.
Maledetta noia.

Le porte girevoli.

Passo attraverso una porta girevole. Il bello di queste porte, oltre all'ovvio gioco di prendere a girarci per un paio di ore, è che le pareti multiple sono dei vetri enormi. E ci puoi guardare attraverso. Così arrivi di fronte a queste porte smisurate e buttando l'occhio attraverso quella trasparenza vedi chi c'è al di là, o chi gira con lei attraversandola. La trasparenza ha sempre un certo fascino. Capita di trovare quello che passa quasi seccato da dover cambiare la sua retta in curva, perdita di tempo, attentanto alla produttività dell'avanzare in fretta. A me piace un sacco cambiare la mia retta in curva. Vivo una geometria non euclidea per la quale il modo più veloce per arrivare da qui a lì non è andarci, ma diffonderci. Cogliendo accuratamente le porosità del panorama. Possibilmente sostando sotto un alberello per mangiare un panino al salame, o aspettare che la mela sul ramo mi cada in testa ed io abbia una qualche folgorazione. La cosa più buffa di questa rotondità del mio cammino è che sta avvenendo anche adesso. Volevo esprimere un semplice concetto, eccolo là, è in fondo alla pagina...ma per arrivarci mi sono intrufolato in una porta girevole. E giro e continuo a girare. Ok, ok devo uscire da sta porta ho capito, inutile protestare, mi è chiara l'idea che anche la curva arriva a destinazione. Solo fatemi godere del vento trasversale. Grazie. Ok, esco, raggiungo gli altri. Ciao ragazzi, eccoci qua...come dite? Sono in ritardo? Scusate. Il traffico.

Felice d'esser fra voi.

Blogging Blob and Blowing in the wind (Part - 1)

E' quasi magico il modo in cui si riescono a trovare le parole da inserire su un foglio bianco.
E' come se l'autore, avesse avuto una visione di quello che il foglio avrebbe dovuto riempire, già prima di essere riempito. Come se la pagina fosse già scritta, ma aveva bisogno solamente di essere ricalcata da una persona con la penna.
E ogni singolo passaggio, ogni singolo scarabocchio ai lati della pagina, o macchie, o righe del foglio stesso, formano un disegno che evoca un pensiero, una magia.

I libri sono piene di queste pagine, sono magia pura.

E gli scritti virtuali?

Sono una magia tecnologica. Arrivano dovunque, e possono essere letti da chiunque, si insinuano quasi nel tuo prossimo click randomico, pronti per capitarti sotto gli occhi mentre si naviga a 300 mila km orari.

Se stai leggendo questo, vuol dire che hai una vecchia 600, o alla tua Ferrari gli si è bucata una ruota. Cmq sia rimani, e continua a leggere, magari anche tu sarai invogliato ad imparare un pò della magia che tutti noi abbiamo appreso, o insegnare tu stesso a noi come crearla.

La magia della creazione

La magia dell'idea e dell'immaginazione.

END PART ONE.
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::KeyBrain:: - a way to develop immagination

questa pioggia.
la malediciamo noi.
ieri parlavo con un ragazzo egiziano che mi deve fare un lavoro, proprio a proposito della pioggia.
mi raccontava che in Egitto, appena scendono 2 gocce d'acqua, chiudono tutto! ....e fanno festa! la gente sta all'aperto a godersi quella rarità.
all'insegna del banalissimo "chi troppo, chi niente", meditavo sulla distribuzione delle cose, su quanto sia assolutamente "casuale".... la pioggia, per esempio, non esiste che sia così mal distribuita!
ragionevoli condizioni climatiche a parte, pensavo ad una sorta di equilibrio universale (al quale spesso mi appello) che in queste cose è inesistente.
ci vorrebbe una sorta di utopico comunismo delle piogge, potrei occuparmene io....forse mi toccherebbe imparare una serie di lingue straniere impronunciabili ma sarebbe bellissimo ricevere la telefonata dell'egiziano o "secco" di turno che mi chiede "Mara, mi mandi 2 giorni di pioggia torrenziale? i miei animali hanno sete e i miei bambini vogliono giocare nel fango"
mi piacerebbe essere colei che distribuisce le acque, la vita.

sarà mica una metafora di quello stronzo del mio inconscio che si è messo d'accordo con l'orologio biologico per instillarmi un desiderio di maternità? hehe
o magari solo deliri di onnipotenza....

Buon compleanno Zed.

24.10.2002 07.30

Il voluttuoso blu che sovrasta tutto
ingiallisce svanendo

Mi muovo immobile su un inquinante serpente
sfumando
tra accenti di terre lontane
ed inciviltà locali

Attraverso questa cità in dormiveglia
scansando pensieri di pentimento

Il voluttuoso blu
ha perso il suo fascino.

Sesto San Giovanni è isolata da Cologno Monzese
Io abito a Sesto e lavoro a Cologno
e stamani ho avuto la grandiosa idea di venire in ufficio in auto anziché in metropolitana
"Se non è tracimato ieri, non tracimerà oggi, il Lambro!"
Che idiota :-|
Strade tutte chiuse. Nessun modo di andare direttamente da Sesto a Cologno.
Prendo la tangenziale est, esco subito a Palmanova (subito per modo di dire, l'uscita era ostruita dalle auto)
codona che va verso la stazione del metro' di Cascina Gobba :-|

E qui scatta il genio :D

via Palmanova è LIBERA! :D

Me la faccio tutta a velocità warp, arrivato in fondo giro sul controviale e posteggio l'auto vicino alla stazione del metro' di Cimiano. Prendo il metro' e arrivo finalmente al lavoro!

Oltre un'ora di tempo. E io che ieri mi lamentavo per averci messo 45 minuti.

E stasera devo fare il percorso inverso.........

E la vita continua...

Aver visto per la seconda volta un bel film mi ha spinto a cominciare a rileggere il romanzo da cui è tratto, per fare ciò uso il tempo che dovrei riservare allo studio, ma in fondo a chi importa veramente la scuola? domani 2 ore di Macchiavelli ed interrogazione di Economia politica, du' balle.
ora vado a nanna che c'ho sonno, un saluto a tutti.

p.s. se posto roba in inglese ve incazzate?

Shine

{ shine on } Blood of Eden scorre fluida da L a R passando DENTRO alla mia testa (nelle cuffie il suono NON passa attraverso il filo, ma dentro la mia testa, ne sono convinto, e non riusciranno mai a farmi cambiare idea).

Peter Gabriel, bravo il bimbo, emozionante...

Siamo questo, conduttori di emozioni, dopotutto. Mi piace pensare di esserlo, perlomeno, e che toccandomi qualcuno possa prendere scosse positive.

Per questo mi isolo quando soffro, conduco NERO e come nelle vecchie case non esiste la messa a terra.

Mi rendo conto che più che bisogno di essere amato il mio era bisogno di amare, trasmettere. La mia bimba è una terra fertile, grande ricettrice di sentimenti forti che sa contraccambiare, oh sì. { shine off }

Wow, è l'una.

Io domani devo finire di codificare il mio reader/parser XML :-|

--->nanna, sperando nel sole per domani

Cia.

Innanzitutto buchino bloggoso.
Tanto per scrivere quacosa: sta cosa mi esalta, bella gray, penso che come prima cosa scriverò che ho tanto di quel catarro in gola da asfaltare l'asia intera, solo che sono un coglione e so già che domani fumerò.
Per il resto per ora la vita è uno schifo, piove, spendo un sacco di soldi in dvd, magari fra 10 anni me ne pento. Butto al cesso i soldi per le stighe. Butto al cesso il tempo per correre dietro a gente, invece di starmene semplicemente in panchina o uscire dal campo. Cristo che metafora, sono un poeta basta, datemi una licenza di uccidere e vi ammazzerò i pronipoti a suon di metafore idiote sugli schermi scolastici.
Già, perché prima o poi li metteranno sti schermi a scuola o no?
Siam passati dalla pietra alla carta, passeremo dalla carta a sticazzo di video!!
Dio sa sempre come farmi innervosire... che stronzate scrivo? Sarà il sonno.

Bona, come prima postata non c'è male... ah già... ma questo è un post o un blog? Una postata o una bloggata? Bisogna sempre sapere ste cose, non ci dormo di notte, che già non è che faccio delle belle nottate :asd: :bua:

Bona2... chiudo qua, bella li, ci si legge, vi amo... ecc ecc
passo e chiudo.

I can't let go

Ascolto la voce di Jorn Lande che grida disperatamente queste parole e penso.

Penso che non posso lasciarmi andar via tutto il tempo su questo computer!

Io al computer ho praticamente votato l'esistenza: ci lavoro, ci gioco, ci studio, ci cazzeggio.

Ma come posso spenderci una media di... 11-12 ore al giorno?!

Sto scappando?