[ Il consistente ripieno dei manikomiensi , TUTTO. Cuore ed altre frattaglie compresi. ]

gennaio 21, 2004

Amore e morte

Volevo scrivere di morte e d'amore ma successivamente ho riflettuto sul fatto che d'amore se ne parla troppo.
Di morte non si parla, si ha timore.
Comunque, è la storia di una ragazza bruna, bruna e grandi occhi nocciola, che beveva thè alle 3 di notte (o di mattina, è relativo) e pensava di morte.
A vent'anni è strano pensare di morte e non d'amore, ma lei era strana, e aveva dei bellissimi occhi nocciola.

Si immaginava di non poter pensare l'attimo dopo, l'esatto istante dopo la sua morte: non puoi pensare, se non pensi, che sei morta.
Fan pensare queste cose.
Fa pensare che una così bella ragazza pensasse di morte, con quei due begl' occhi nocciola sarebbe stato più poetico pensasse d'amore, ma tant'è..

gennaio 20, 2004

Saltando.

Farei un bel salto. Di quelli con le gambe che se ne vanno in aria per conto loro, per illudersi di guadagnare qualche centimetro, in arrivo. Il guaio di certi salti è che il punto d'atterraggio non lo si vede proprio fermo, si avvicina e si allontana. E tu non puoi che prenderci l'occhio e, quando deciderai di saltare, sperare che sia il momento in cui ti viene incontro. La sensazione di cadere è terribile e presente, perchè è isolata. Tu, aria, spazio. Niente su cui spingere. Quello era prima, ora si va, non si controlla più.

Cose più facili. Stare buoni sul proprio lato del tetto. Guardare la luna e altre cose da cartolina. Coperta calda d'inverno, lenzuolo chiaro d'estate. Non pretendere. Non cercare. Annotare i profitti, sottolineare le uscite, tirare a bilancio. Procedere in maniera cautamente rettilinea. Consultare la mappa, accennare ai cartelli. Chiedere indicazioni. Usare le scale. Musica suonata a medio volume. I vicini, sai...

Ma sono già a metà rincorsa e l'unica vertigine che sento è per la distanza più innocua.

Quella orizzontale.


gennaio 05, 2004

vomito
schizzi
di piacere