I pilastri del cielo.
Pilastri materiali.
Alti, inarrivabili, eppure così fragili.
Oscillano alle correnti, seguono il vento,
sostengono il peso di una vita fatta di passioni.
Ogni pilastro un universo a se stante, ogni universo,
sensazioni soggettive e viscerali, percezioni irripetibili.
L'essere risiede in ciò che è stato per se stesso e per gli altri,
nelle sue azioni, nei pensieri e nei vizi che ne guidano l'essenza.
Il tutto è finito ed è crudelmente breve.
Esistono in quanto figli del caso.
Costruzioni illusorie.
Danno forma alla forza vitale,
nascono in se stessi e non moriranno.
Riesco a percepirne l'immagine riflessa,
l'aspetto esteriore, la coscienza e la natura.
Il resto lo ignoro e l'introspezione non aiuterà a scorgerlo.
Posso solo intuirne il profilo.
Sorreggerò
coraggiosamente
la mia parte di cielo,
per quanto mi è concesso.
Farò del mio meglio, tentando di evolvere,
sopirò i vizi e darò nuovo vigore al mio spirito.
Del vissuto non mi importa.
Non più.
Guardo in alto.
Esistono in quanto figli del caso.
Costruzioni illusorie.
Danno forma alla forza vitale,
nascono in se stessi e non moriranno.
Riesco a percepirne l'immagine riflessa,
l'aspetto esteriore, la coscienza e la natura.
Il resto lo ignoro e l'introspezione non aiuterà a scorgerlo.
Posso solo intuirne il profilo.
Sorreggerò
coraggiosamente
la mia parte di cielo,
per quanto mi è concesso.
Farò del mio meglio, tentando di evolvere,
sopirò i vizi e darò nuovo vigore al mio spirito.
Del vissuto non mi importa.
Non più.
Guardo in alto.

1 Comments:
Vai a cagare va la' margio.
4 maggio 2007 14.50
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